Il dolore che si trasforma

Il dolore che si trasforma

Poesia

Il dolore
ha un sapore,
un odore,
un colore,
che ognuno può
alterare.
Che sia inodore
o puzzi da morire
che abbia un sapore
pesante o leggero,
che sia
colorato o austero
può divenire porta
che chiude
oppure accosta
che schiude
oppure apre
oppure fende

il dolore latente
che spiraglio di luce si fa.

 

Riflessione

Chi non ha mai provato dolore? Piccolo o grande che sia o che sia stato, leggero o straziante, esso porta con sé un mondo personale e non, che ha mille sfaccettature. Spesso quando lo si prova, ci si chiude. Il cuore viene sbarrato, la mente posta sotto sequestro e l’anima naviga errante in quella oscurità dove l’attenzione è riposta in unico sentire.

Il dolore è capace di portare una persona ad essere sotto sequestro di se stessa: nulla ha più importanza, tutto passa in secondo piano.

Ovviamente è una reazione possibile e legittima, probabilmente è anche sana se lo si fa con sincerità e per un certo periodo. Può essere un aiuto per capire delle cose e per aiutare ad elaborarle, ma col tempo quella porta va aperta o per lo meno schiusa. È importante farlo, è vitale farlo.

Perché?

Perché spesso schiudendo la porta o solamente alzando gli occhi  si può scorgere e incontrare uno sguardo, una parola, un raggio di sole, un fiore che può, anche se solo per pochi istanti, alleggerirci il fardello.

È importante guardare oltre e andare oltre, sempre. L’uomo se lo deve. Perché? Proprio perché è uomo.

Buongiorno e buona settimana a tutti.

 

Commenti
  • Olga
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    Il dolore lascia una scia, che ti cambia, ti rende più staccata, più riflessiva, ti guardi attorno e rifletti su tanti capricci di persone che si lamentano del nulla…..ciao Alberta, un abbraccio

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